Mi scrive un cliente con due preventivi sul tavolo. Stessa cucina ad isola, stesse misure di partenza, stesso piano in marmo. Uno è di 19.500€, l'altro di 26.800€. La differenza è il 37%. La domanda mi arriva via email: "Sono uguali davvero o c'è una fregatura?"

Apro il primo preventivo. Cinque pagine, voci chiare: mobili, top, elettrodomestici, montaggio, IVA. Apro il secondo. Tre pagine, una sola voce composta: "Cucina ad isola componibile come da progetto, fornitura e posa". Stesso oggetto sulla carta. Conto totale completamente diverso.

Risposta breve: nessuno dei due è una fregatura. Sono due cucine davvero diverse, ma il preventivo del secondo non te lo dice. Per capirlo, bisogna sapere come si scompone il prezzo di una cucina su misura. Ed è quello che voglio raccontarti adesso.

Cucina con isola in laccato verde salvia opaco e piano in marmo Calacatta, vista dall'alto, progetto PJT-124 a Pescia
Progetto PJT-124 — Pescia. Sviluppo lineare 4,2 m + isola 2,8 × 1,1 m. Laccato verde salvia opaco, piano in marmo Calacatta, elettrodomestici professionali. Costo finale 31.200€ inclusi rilievo, progetto fatturato e coordinamento di cantiere.

Le sei voci che fanno il prezzo di una cucina

1. Mobili — il corpo cucina (40-55% del totale)

La parte più visibile: ante, fianchi, ripiani, basi, pensili, colonne. La forbice di prezzo dipende da tre cose: il materiale dell'anta (laminato, laccato opaco, laccato lucido, legno massello, impiallacciatura, fenix); lo spessore e la qualità degli interni (pannello standard 16 mm contro 19 mm, fondo posteriore in nobilitato contro MDF); cerniere e meccanismi (cerniere normali, ammortizzate, servomotore).

Una cucina ad angolo da 12 metri lineari di sviluppo può costare 6.000€ con materiali base, 14.000€ con materiali medi, 22.000€ con legno massello e meccanismi premium. Stesso disegno sul piano, tre prezzi diversi.

2. Piano di lavoro — il top (10-25% del totale)

Qui la forbice è enorme. Per un piano di tre metri lineari più isola, vedo prezzi così: laminato HPL 80-150€ al metro lineare, quarzo 250-400€, granito 200-450€, marmo Calacatta 600-1.200€, pietra serena 350-500€. Su una cucina con 12 metri quadri di top, la differenza fra HPL e marmo è 6.000-8.000€. Lo stesso disegno, due piani diversi, e il preventivo cambia di una mensilità.

3. Elettrodomestici — la voce che cambia il preventivo del 30%

Forno a 350€ contro forno con sonda e pirolisi a 1.800€. Frigorifero base 600€ contro combinato professionale 4.500€. Piano cottura a induzione 500€ contro piano flex con cappa integrata 3.200€. La somma di sei elettrodomestici può variare da 2.500€ a 12.000€ senza che il disegno della cucina cambi di una virgola.

Lo showroom medio fa il preventivo con la fascia che vendono di più, non con quella adatta alla casa specifica. Se cucini due volte al mese, mettere 4.500€ di frigorifero professionale è uno spreco. Se cucini ogni giorno e fai i conti col gas che sale, 3.200€ di induzione che si recuperano in 4-5 anni di bolletta possono avere senso. La differenza la fa una domanda che nessun catalogo ti farà: come usi la cucina, davvero.

4. Montaggio e impianti (8-15%)

La voce più sottostimata. Comprende: operai per scarico merce, montaggio e rifiniture (1-3 giorni di lavoro a 250-400€ al giorno); modifiche idrauliche minori (spostare uno scarico, allungare un attacco); modifiche elettriche minori (aggiungere una presa, separare un circuito); sigillature, ritocchi, finiture finali.

Su una cucina da 18.000€ il montaggio onesto sta tra 1.500€ e 2.500€. Se nel preventivo trovi "montaggio incluso" senza un numero a fianco, vuol dire che è coperto rubando margine altrove. Va bene se sei consapevole, va male se ti serve sapere il vero costo della cucina senza la posa.

5. Progettazione (variabile, da 0 a 8%)

Lo showroom non te la fa pagare separatamente, perché la usa come strumento di vendita: ti dà un disegno bello in cambio della firma. Io la fatturo come voce a parte, e di solito è il 4-6% del valore totale del progetto.

Perché è importante sapere chi paga la progettazione? Perché chi progetta gratis lo fa per vendere quello che ha in catalogo. Chi progetta a pagamento lo fa per vendere il progetto giusto, anche quando vuol dire scegliere un mobile non standard, un piano da un fornitore terzo, un elettrodomestico fuori vetrina.

6. La riga che lo showroom non ti spiega — il margine di filiera

Un mobile da cucina arriva al rivenditore con uno sconto del 40-55% sul listino al pubblico. Il rivenditore lo vende, in genere, applicando un terzo di sconto sul listino. La differenza fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita — diciamo 25-30% del prezzo finale — è il margine. Da quel margine paga affitto vetrina, venditore in pianta stabile, montaggio "incluso", eventuali contestazioni.

Non è un trucco, non è una fregatura: è il modello di business dello showroom. Vuol dire una cosa, però. Quando entri in uno showroom, paghi anche il fatto di avere a disposizione una vetrina con dieci modelli esposti, di cui ne vedrai uno solo a casa tua.

Io non ho vetrina. Compro al fornitore con lo stesso sconto del rivenditore, e il margine che applico è meno della metà. Questo non vuol dire che il mio preventivo sia automaticamente più basso, perché aggiungo voci che lo showroom nasconde (rilievo, progetto fatturato, coordinamento). Ma sull'oggetto puro, a parità di mobile e materiali, il prezzo che ti faccio è 15-25% sotto.

Io non firmo cucine sotto i 12.000€. Non per snobismo: sotto quella cifra non si fa una cucina vera, si fa una cucina componibile da catalogo. E quella la sai trovare benissimo da solo.

Quindi qual era la differenza fra i due preventivi?

Tornando al cliente con i due preventivi sul tavolo: quello da 19.500€ era una cucina con basi e pensili in fascia base, top in laminato HPL effetto pietra, elettrodomestici di fascia media, montaggio rapido senza coordinamento col cantiere. Quello da 26.800€ aveva ante laccate opache di seconda marca italiana, top in quarzo, elettrodomestici di una fascia sopra, montaggio coordinato col bagno e il pavimento.

Stessa forma, cucine diverse. Per quella specifica casa, dove i clienti cucinavano ogni giorno e avevano già un cantiere coordinato in corso, il preventivo da 26.800€ era quello giusto. Lo so perché alla fine ho fatto io il loro progetto. Ed era ancora più alto: 28.400€. Ma con tutto incluso, scritto, e senza sorprese in fattura.

Hai un preventivo e vuoi capire dove sta il prezzo?

Se vuoi parlare del tuo progetto da zero, scrivimi: il primo incontro a casa tua dura un'ora e non si paga. Se hai già un preventivo in mano e vuoi una seconda lettura prima di firmare, lo guardo io con il Secondo Parere Cucina (97€, ti rispondo entro 48 ore con cosa manca, cosa è sottostimato e cosa va chiarito).

Parlami del tuo progetto Scarica la checklist