Un appartamento a Lucca, fine ottobre. Mi chiamano per un secondo parere su una cucina ad U che doveva essere installata la settimana dopo. Lo showroom aveva fatto il rilievo, il cliente aveva firmato, il preventivo era già partito.
Vado a vedere. Tre pareti, tre problemi diversi. Quella di fondo, dove dovevano andare il piano cottura e la cappa, era fuori piombo di 22 millimetri sul lato alto. La parete di destra era in piano ma il pavimento sotto pendeva di 14 millimetri verso lo scarico del bagno. La parete di sinistra sembrava perfetta, ma l'angolo con la parete di fondo non era a 90 gradi: misurava 88,4°.
Secondo il rilievo dello showroom, era tutto regolare. Misure prese al metro, quattro punti per parete, finito. La cucina, con quelle tolleranze, sarebbe arrivata storta in tre direzioni diverse. Il giorno del montaggio sarebbe stato un disastro, da risolvere col silicone e i compromessi.
Ho scritto al cliente: "Fermate il montaggio finché non rifaccio io il rilievo. Vi costa una settimana di ritardo. Vi salva mesi di rincorsa." Hanno fermato. Abbiamo rifatto i pezzi che non potevano essere compensati in cantiere — il fianco contro la parete fuori piombo, lo zoccolo lungo la parete in pendenza. Il montaggio è partito una settimana dopo, ed è finito in tre giorni invece dei sette previsti.
Quel rilievo vero, fatto bene, comprende cinque misure precise. Sono le stesse che faccio io ogni volta che entro in un cantiere prima di scrivere un preventivo. Non ne salto una.
Le cinque misure di un rilievo che funziona
1. Fuori piombo dei muri
Si misura con un'asta lunga (almeno due metri) e una livella laser, oppure con una livella a bolla appoggiata a un riferimento di pari altezza. Si verifica il bordo verticale del muro a tre quote diverse: a terra, a metà altezza, a soffitto. La differenza fra la quota più bassa e quella più alta è il fuori piombo.
Soglia di tolleranza pratica: fino a 5 millimetri si compensa col silicone e i raccordi standard. Da 5 a 15 millimetri si compensa con un fianco lavorato a misura. Oltre 15 millimetri va modificato il progetto, perché un fianco compensatore di 20 mm cambia il vano interno utile.
In una casa toscana di vent'anni, vedo regolarmente fuori piombo da 8 a 18 mm. È normale. Non è normale ignorarli e scoprirli al montaggio.
2. Planarità del pavimento
Si misura con una stadia rigida e una livella laser. Si segna un piano di riferimento orizzontale a una quota qualsiasi (di solito 1 metro da terra), poi si misura la distanza fra il pavimento e quella quota in tutti i punti dove andranno mobili. La differenza fra il punto più alto e il più basso è la pendenza assoluta del pavimento.
Tolleranza: 3 mm su 1 metro è perfetto. 5-10 mm su 1 metro è gestibile coi piedini regolabili (i mobili moderni hanno escursione di 25-40 mm). Oltre 10 mm su 1 metro va segnalato al pavimentista prima di partire, oppure va prevista una zoccolatura compensata.
L'isola è il caso peggiore. Una pendenza che sui mobili a parete si nasconde, sull'isola si vede tutta. Un piano in marmo da 30 mm non si piega: se il pavimento sotto pende, il piano resta dritto e fra zoccolo e battiscopa si crea un'apertura visibile.
3. Squadra fra le pareti
Le pareti che convergono in un angolo dovrebbero formare 90 gradi. Quasi mai lo fanno. Si misura con la regola del 3-4-5: dal vertice dell'angolo, si segna un punto a 3 metri lungo una parete e un punto a 4 metri lungo l'altra. La distanza fra i due punti, su un angolo perfettamente retto, è esattamente 5 metri.
Se la diagonale è più corta di 5 metri, l'angolo è acuto (sotto i 90°). Se è più lunga, l'angolo è ottuso. Una differenza di 1 cm su 5 metri di diagonale corrisponde a un angolo di circa 88,9° o 91,1°, ed è già visibile a occhio sui mobili angolari.
Tolleranza: se l'angolo è fra 89° e 91°, si gestisce con i raccordi angolari standard. Sotto o sopra, va costruita una compensazione interna o un blocco angolare cieco di 50-80 mm.
4. Posizione e altezza esatta degli impianti
Per ogni impianto bisogna scrivere su un disegno (o fotografare con riferimenti misurati): scarico del lavabo, con altezza dal pavimento e distanza dalla parete più vicina; attacco dell'acqua calda e fredda; presa elettrica del piano cottura, con cavo o solo predisposizione; presa del forno; presa per la cappa; canna fumaria o uscita d'aria della cappa, con diametro reale del foro.
Senza queste sei coordinate, ogni cucina è un'ipotesi. Lo showroom medio le riporta senza misurarle, fidandosi del progetto idraulico originale. Spesso quel progetto è scaduto, è stato modificato in cantiere e nessuno ha aggiornato la tavola. La presa del forno la trovi 20 cm più a destra di quanto era previsto, e il cavo non arriva.
5. Altezza della parete fino al soffitto
Sembra banale, ed è la misura più sbagliata di tutte. La parete di una casa italiana media è alta 270-290 cm, ma sopra può esserci un controsoffitto in cartongesso che riduce l'altezza utile, o una trave a vista che la spezza in due. Le colonne forno-frigo standard arrivano a 218 cm o 222 cm; le colonne fino a soffitto richiedono un cappello su misura.
Vado a misurare con un'asta verticale e la livella laser, segnando l'altezza in quattro punti diversi della parete (negli angoli, perché i soffitti vecchi pendono anche loro). La quota più bassa è quella che vincola la colonna.
Sbagliare di 3 cm su una colonna a tutta altezza vuol dire o tagliare a vista, o lasciare un'apertura sopra. Né l'una né l'altra cosa va bene su una cucina su misura.
Io non firmo un montaggio senza il rilievo doppio: quello che faccio al primo incontro, e quello che ricontrollo il giorno della consegna in cantiere. Le case si muovono. Il pavimento di tre mesi fa non è il pavimento di oggi.
Cosa chiedere prima di firmare il montaggio
Se hai un appuntamento di montaggio fissato e vuoi essere sicuro che vada liscio, queste sono le cinque cose da chiedere a chi ha fatto il preventivo, prima del giorno X:
- Il rilievo per iscritto: tre quote di piombo per parete, planarità del pavimento misurata, squadra degli angoli interni.
- Il disegno con la posizione esatta degli impianti, rilevata di persona e non copiata dal vecchio progetto idraulico.
- Chi viene a ricontrollare le misure il giorno prima della consegna, e cosa succede se trova qualcosa fuori posto rispetto al progetto.
- Le tolleranze di compensazione previste per i mobili (in millimetri, scritti) e cosa succede se in cantiere le superi.
- Chi è responsabile del pezzo storto: il falegname, il rivenditore, l'idraulico, o "vediamo".
Se a queste cinque domande non sa rispondere subito, il rilievo non c'è stato per davvero. Allora è il caso di farlo prima del montaggio, non dopo.
Per chi vuole una traccia più organica, c'è la checklist gratuita di 20 punti che ho preparato per il preventivo. Le cinque misure di questo articolo ne fanno parte.
Stai per firmare un montaggio e vuoi essere sicuro?
Se vuoi una verifica indipendente prima del montaggio, posso fare il sopralluogo io: rilievo completo delle cinque misure, segnalazione delle correzioni necessarie e una relazione scritta che puoi mandare al rivenditore. È il Secondo Parere Cucina, 97€, risposta in 48 ore. Se invece parti da zero su un progetto nuovo, scrivimi: il primo incontro a casa tua è di un'ora e non si paga.